Tommaso Labranca
HAIDUCII
romanzo d'appendice rumeno-mediatico
excelsior1881
in libreria



Materiali

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28 febbraio 2010
Nicolae Petrescu non andrebbe mai a vedere questa artista. Liana Pop sì, e avrebbe pianto.

26 febbraio 2010
Qualcuno ha scritto che da nessuna parte si trovano le mele a 40 centesimi. Posso smentire:

22 febbraio 2010
Ecco il video della presentazione di Haiducii a "Che tempo che fa" con Fabio Fazio, il 21 febbraio.




20 febbraio 2010
Mi è arrivato solo ora il link alla recensione apparsa su Lankelot.

17 febbraio 2010
Domenica 21 febbraio alle ore 20.10 T-La presenta Haiducii a "Che tempo che fa", RaiTre.

13 febbraio 2010
IoDonna del 13.02.2010

5 febbraio 2010
Sono arrivate le cartoline di Haiducii! Per riceverne una, indicate un indirizzo fisico qui. E ci sono anche venti cartoline calamitate che andranno a un ristretto manipolo di fortunati.

2 febbraio 2010
Paola Biribanti recensisce Haiducii su Lankelot

31 gennaio 2010
StefaniaVitulli intervista T-La su Haiducii e Milano per Il Giornale. C'è anche Lucia Ingrosso, la mamma di Stella.

I due volti della Madonnina
di Stefania Vitulli

Lui preferisce il grattacielo Pirelli «a qualunque altro edificio al mondo: è l'emblema stesso dell’eleganza formale: sottile, luccicante, essenziale, ardito, leggero, ludico».
Lei di Milano si gode tutto, persino «le facce poco raccomandabili, le auto che sfrecciano in circonvallazione, i quartieri dormitorio, i criminali in giacca e cravatta, il denaro che scorre a fiumi anche se non si sa da dove arriva: il minimo per una famiglia, il massimo per chi cerca intrighi noir». Lui è Tommaso Labranca, lei Lucia Tilde Ingrosso, entrambi milanesi, scrittori e giornalisti, entrambi innamorati di Milano, entrambi da qualche giorno in libreria con un nuovo romanzo ciascuno, Haiducii (Excelsior1881) per Labranca, Nessuno, nemmeno tu (Kowalski) per la Ingrosso. Due storie molto diverse, due volti della città opposti eppure contemporanei. Il primo è la storia di una famiglia rumena diversa da quelle «maschere da nuova commedia dell'arte che fanno tanto comodo ai notiziari - ci racconta l'autore -. Il padre è un quarantenne ammaliato dall'Italia che gli italiani fingono di disprezzare, quella del gossip, dei consumi, dei reality. La madre è una romantica, soffre per la patria lontana, ma non rinuncerebbe mai a seguire i tronisti in tv. Le bambine parlano l'italiano meglio dei genitori». Il secondo è la nuova avventura del commissario Rizzo, l'eroe seriale della Ingrosso, e la protagonista è una discografica talent scout, un personaggio da «X Factor», da Milano glamour e modaiola. C'è una casa discografica che si chiama Pepper, la manager che la guida l'ha ereditata dal marito, morto in circostanze misteriose a Sanremo, durante il Festival della Canzone del 2005. I giovani cantanti sognano un provino con lei. «Può ricordare Caterina Caselli e anche Mara Maionchi - ci spiega la Ingrosso -. La sua vita si svolge fra San Babila e corso Concordia, dove abita. Dal suo ufficio domina la città. Ma il destino l’aspetta al varco. L'omicidio avviene in una discoteca di tendenza, il Passion Fruit, alle Colonne di San Lorenzo». Il bel mondo, tutto racchiuso entro la cerchia dei Navigli.
Due Milano così originali e distanti che viene spontaneo chiedersi come siano nate queste storie. Labranca dedica il volume ai ragazzi del McCafè di piazza Oberdan: «Il mio Cafè de Flore personale». Come dire che i caffè letterari, dove gli scrittori si «ritiravano» a osservare l'umanità, a Milano oggi sono diventati i fast food: "I caffè letterari devono nascere per caso" commenta Labranca. «Il Portnoy fu lanciato negli anni '80 con l'intento di farne un luogo per scrittori. Raccoglieva solo impiegati che la sera si mettevano il cache-col e andavano a fingere un'artisticità di maniera». Anche la Ingrosso è scettica: «Ci sono artisti e locali che portano avanti discorsi e progetti, ma con fatica. Penso a Fabrizio Canciani e Stefano Covri con il loro “Delitti e canzoni", o al bravissimo Alessio Lega che canta "Sono straniero a sta città". Ma forse è la forza di Milano: illudere tutti di possederne un pezzo, ma rimanere altera e distante».
Entrambi sono molto «ispirati» dalla metropoli. «E' l'unica vera città italiana. Le altre sono solo paesoni - ci dice Labranca -. Irresistibile arrivare in città al mattino, scendere in metropolitana e affrontare una giornata piena di incognite e fastidi. Evocativi gli spazi che crescono, il nuovo tunnel in Garibaldi. Mi manca molto però la Milano dei primi anni '80. Quella di Tognoli e Pillitteri. Anche se la cosa scandalizzerà molti». Lucia Ingrosso non è da meno: «La Milano bene è la protagonista dei miei romanzi. Ne parlo perché mi piace che i lettori sognino leggendo di personaggi che vivono in corso Venezia, via Vincenzo Monti, Pagano, San Babila; guidano auto di lusso, frequentano vip e località alla moda. E perché voglio dimostrare che "anche i ricchi piangono", che si uccide fra gli avvocati come fra i meccanici». Ed entrambi credono nella scrittura «alla milanese» fino al midollo, come chiosa Labranca: «Sarà una mia immagine mentale, ma non riesco a separare Testori dalla Bovisa o De Marchi da Rogoredo. Non credo esistano scrittori "milanesi", esistono scrittori "rionali". Anzi, potrebbero essere classificati per linee tranviarie. Biondillo è lo scrittore del 3. Aldo Nove era lo scrittore del 16. Io sono quello del 27. Luca Rossi, un giovanissimo che sto seguendo, sarà quello del 24».
[da Il Giornale, domenica 31 gennaio 2010]


29 gennaio 2010
E a un giorno dall'uscita del libro ecco già farsi vivi i primi pontificatori della Rete, quelli che non hanno magari realizzato alcunché in vita loro se non trovare un posto fisso in un ufficio dove passano otto ore su qualche social network. Quelli che: "Sì, ma non è come Chaltron Hescon, come Andy Warhol...". Quelli che se avessi continuato a scrivere Andy Warhol Due e Chaltron Hescon Again avrebbero commentato: "Ma sempre la solita roba...".
Una umile prece: se il libro non vi è piaciuto, buttatelo via o rivendetelo. Non perdete tempo a scrivermi con toni saputelli. Se il libro vi è piaciuto, anche immensamente, consigliatelo a vostra cugina, ma non scrivetemi per dirmelo. La Democrazia 2.0 sta peggiorando. Ma tenete presente che prendere parte al Fantacalcio non fa di voi il C.T. della Nazionale. E nemmeno basta un account su aNobii per diventare critici letterari.


28 gennaio 2010
Approfondire Haiducii? Giacomo Brunoro consiglia di visitare www.angelsprut.com


28 gennaio 2010
Che senso ha un minisito dedicato a un libro se non presenta degli extra e delle scene tagliate! Cominciamo con una pagina che alla fine, per motivi di foliazione, non è stata inserita nel testo definitivo, la Petrescupedia. Ovvero: mettiamo ordine nella vita di Nicolae.

Nicolae Petrescu è nato a Iasi (Romania) il 25 marzo 1970. Nel 1999 prende la decisione di trasferirsi in Italia, come già avevano fatto molti suoi connazionali. Parte il 3 gennaio del 2000 e arriva a Padova, città gemellata con Iasi. Dopo alcune esperienze di lavoro molto brevi, inizia a collaborare come assistente del cameraman presso una emittente televisiva locale specializzata in televendite di quadri. A causa di un incidente, perde il lavoro dopo tre settimane. Si trasferisce quindi a Milano, dove lavora come muratore. Nel 2003 riesce a racimolare gli ottomila euro con cui corrompe le guardie frontaliere rumene e fa arrivare in Italia la moglie Liana Pop (Iasi, 13 ottobre 1972), sposata nel 1990, da cui ha avuto due figlie Elena (Iasi, 8 gennaio 1993) e Lidia (Iasi, 30 aprile 1995). Nel 2006 riceve lo sfratto dalla casa in cui abita e si trasferisce in un appartamento in subaffitto dal quale deve comunque andare via prima del dicembre 2009.

27 gennaio 2010
E finalmente Haiducii è uscito! Lo hanno già visto in alcune librerie. Io non sono ancora passato a controllare. Però mi hanno detto che la copertina spicca bene. Sono contento perché ci ho messo molto per trovare una immagine che non fosse troppo prevedibile. Ossia, niente foto da reportage sulla triste vita degli immigrati, niente riferimenti diretti al consumismo, niente patetismi. Questa dei due ballerini mi piaceva, ricordava anche uno dei momenti narrati nel libro. Poi l'ho rielaborata per avere quella texture da cartoncino. Un'altra immagine che mi è comparsa inserendo certe chiavi in Google è stata quella di una contadina che stringeva orgogliosamente al petto un maiale. La faccia del porcellino era meravigliosa e ho dovuto usarla! L'ho messa in quarta di copertina, anche se non ha senso. Una scelta situazionista.

26 gennaio 2010
Ho rilasciato la prima intervista relativa a Haiducii per "Il Mattino" di Napoli. Vi informerò quando verrà pubblicata.